
Il carcere come luogo di riabilitazione.
Lo ha spiegato, ospite della conviviale del 23 settembre, Manuela Ceresani, direttore degli istituti penitenziari di Ancona. Lo ha fatto relazionando sulle attività della Fattoria Bacaglione e sulle opportunità che simili iniziative, condivise anche presso altri carceri del nostro Paese, possono offrire. I detenuti, infatti, imparano un lavoro e danno vita a dei virtuosi modelli di economia circolare. Olio e vino sono solo due dei prodotti d’eccellenza che escono da un lavoro altamente qualificato, palpabile manifestazione di come lo strappo alle regole della nostra società possa ricucirsi mediante l’impegno e la voglia d’imparare di chi, mentre sconta la propria pena, accetta di darle un senso e mettersi alla prova. In chiusura, il presidente del Rotary Club Emanuele Zannini ha ringraziato la relatrice per i tanti spunti di riflessione offerti ad una platea, quella dei soci del Club, attenta e partecipe.





